Abu Dhabi apre le porte ad Intesa Sanpaolo: potrà operare in valuta locale

Quando ad Ottobre, si formalizzava l’apertura di una filiale ad Abu Dhabi forse Mauro Micillo, ceo di Banca Imi e responsabile della divisione corporate & investment banking di Intesa Sanpaolo, non pensava a dei risvolti positivi immediati, eppure Banca Intesa Sanpaolo é la prima banca italiana alla quale è stata riconosciuta la licenza onshore , ovvero la possibilità di operare nell’emirato con valuta locale, il dirham. Quindi possibilitá di aprire conti societari ma anche operare per clienti emiratini con grande interesse per l’economia italiana.

Intesa Sanpaolo, forte della valutazione più che positiva degli stress test della Bce, ha trovato le porte aperte ad Abu Dhabi. E l’incontro di Micillo con la delegazione della Banca centrale ha confermato il ruolo riconosciuto dalle autorità bancarie degli Emirati.

Con la sede dell’hub a Dubai e con filiali ad Abu Dhabi, capitale politica della federazione degli Emirati, e Doha (Qatar), Intesa non solo presidia una regione ricchissima, in espansione, ma anche un’area in grado di assicurare rapidamente redditività bancaria. L’hub del Medio Oriente dopo due anni di attività è al terzo posto come quota di ricavi dopo New York e Londra, ha superato Hong Kong (crescendo del 50% all’anno), tutte piazze dove la banca ha una presenza consolidata.

Ora la licenza onshore per Abu Dhabi è una svolta che può accelerare ulteriormente la crescita. «Qui per alcune commesse pubbliche è obbligatorio operare con la valuta locale», spiega Micillo. E solo una banca onshore può farlo. Finora le imprese italiane che volevano operare con committenti pubblici, dovevano ricorrere a una banca straniera, oppure la banca italiana doveva chiedere controgaranzie ad istituti locali.

L’attuale riconoscimento di Intesa semplifica la vita alla clientela corporate italiana, ma permette anche all’istituto di operare per conto di clienti degli Emirati.

Gli Emirati Arabi vivono un momento in cui stanno ampliando la diversificazione degli investimenti: già oggi petrolio e gas sono solo un quarto degli investimenti locali.

Il Paese punta a investire in altri settori, con un fondo sovrano che dispone di un patrimonio di mille miliardi di euro. La maestosa moschea di Abu Dhabi, costruita in marmi e inserti d’oro a 24 carati, costata oltre 500 milioni, è stata realizzata da un gruppo di aziende guidate da Impregilo: testimonianza di come l’Italia abbia in mano le carte e le opportunità per operare in quest’area a tutti i livelli.

Infrastrutture, trasporti, lusso, moda, ma anche meccanica di precisione sono i settori che offrono grandi opportunità all’Italia.

Nel 2016 l’interscambio Italia-Emirati ha raggiunto i 6,4 miliardi, con un saldo commerciale positivo per l’Italia di 4,5 miliardi. L’interesse degli investitori degli Emirati è rivolto anche alle piccole e medie aziende italiane sia in termini di finanziamento ma anche di operatività. Essere qui per Banca Intesa é molto importante anche per seguire la crescita interna del paese e parteciparvi attivamente.abu dhabi apre banca intesa operare valuta locale

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