Gestione e rimpatrio dei capitali esteri da Abu Dhabi

gestione rimpatrio capitali AbudhabiGli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono una Federazione di 7 Emirati nata nel 1971. La Federazione ha poteri coordinati in vari temi sociali e politici mentre per altri settori i singoli Emirati mantengono una sovranità decisionale e operativa assoluta compreso il settore fiscale. La gestione e il rimpatrio dei capitali esteri dal territorio emiratino è sempre stato un argomento articolato, di non facile generalizzazione e discusso in molti ambiti.

Gli Emirati Arabi Uniti in questi ultimi anni hanno ricevuto tantissimi immigrati europei che si sono trasferiti nel territorio emiratino per occasioni di lavoro e quindi le relazioni con l’Europa negli ultimi anni hanno portato ad una serie di novità politiche-economiche come l’accordo per evitare che un soggetto giuridico sia tassato due volte nei due paesi per la medesima fonte di reddito, l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dalla black list e anche l’eliminazione dell’obbligo dei visti d’ingresso in maniera reciproca rendendo maggiormente libera la circolazione alle frontiere. I paesi del Golfo Persico sono una delle aree geografiche attualmente a più alto sviluppo e con maggiore concentrazione di ricchezza: rappresentano una location ideale per aprire un’azienda, data la posizione centrale rispetto ad Europa e Oriente, e il numero di scambi commerciali e occasioni di business che l’emirato sa generare. Non caso le fiere più importanti al mondo vengono concentrate qui. Inoltre per aprire un’attività i tempi sono abbastanza rapidi e i tempi relativi strettamente alle licenze nelle Free zone possono essere indicativamente di poche settimane se non di meno (mediamente 10 giorni lavorativi): non è come in Italia. 

Le Free Zone sono delle  zone franche nate a favorire gli investimenti stranieri. Per questo la situazione fiscale è molto vantaggiosa: non vi è alcuna tassazione, eccetto l’obbligo di pagare annualmente la tassa relativa alla licenza societaria. La proprietà rimane al 100 per cento straniera, e in alcune come quella di Fujairah non c’è bisogno neanche di avere un ufficio fisico di rappresentanza e/o versare un capitale sociale. Inoltre non vi è alcuna restrizione sul trasferimento all’estero dei profitti o al rimpatrio di capitali. In linea generale c’è la massima libertà nella gestione dell’importazione o dell’esportazione di capitali. Inoltre chiunque possieda una licenza, anche in Free Zone, e/o un visto di residenza può aprire un conto in banca e, di conseguenza, importare ed esportare denaro. I conti esteri non sono fonte di interesse per le amministrazioni fiscali degli Emirati Arabi Uniti. Inoltre non viene richiesto alcun tipo di dichiarazione di valuta monetaria al momento dell’ingresso nel paese, i turisti o chiunque arrivi nel territorio emiratino può spostare capitali in maniera libera.

In conclusione nel territorio emiratino non esiste alcuna tassazione, a parte quella applicata alle sedi delle banche straniere, agli hotel, alle grandi compagnie petrolifere e del gas. La gestione e il rimpatrio dei capitali esteri in uscita è un fenomeno frequente. Infatti la liquidità che si muove da  e verso gli Emirati Arabi Uniti è di notevole portata. La maggior parte degli immigrati trasferisce molti introiti verso i paesi d’origine. Gestione rimpatrio estero capitali Abudhabi

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