Nico de Corato: Un uomo, una corsa e 100 km nel deserto di Dubai

100 chilometri di corsa nel deserto di Dubai. 100 chilometri. Si fa fatica solo ad associare il numero all’azione. Si fa fatica solo pensando a quanti sono 100 km. Eppure un uomo, Nico de Corato è riuscito a pensarci e anche a farli. Decisivo per tutto questo, meno di 6 mesi fa, l’incontro per la prima volta con Max Calderan, fondatore della Desert Academy. Un guru in questo settore. In pochissimo tempo grazie al suo appoggio e i suoi consigli, Nico fa una maratona nel deserto, svariati allenamenti nel deserto del Rub Al Khali, 50 km in solitario ed in notturna con zaino da 10 kg e una 100 km. Beh niente male direi

100 Kilometri. Una sfida lanciata da Max, pochi giorni dopo aver fatto completare a Nico la sua prima 42 km nel deserto, battezzandola “Big Jump“. Infatti da lì subito si è puntato ai 100

Puntiamo subito a 100. Entro la fine dell’anno. Ce la puoi fare. Ce la devi fare.

Così inizia la preparazione, fatta non solo di allenamenti, ma anche di regime alimentare, consigli, accorgimenti per imparare a gestire fame, sete e sonno (necessari durante una gara così lunga e difficile). E inizia la ricerca del percorso da fare e della data.

Inizialmente il pensiero va subito al Rub Al Khali, sede di tanti allenamenti. Il Rub Al Khali, ossia “Il quarto vuoto”, il secondo più grande deserto di sabbia del mondo. Ricopre il terzo più meridionale della Penisola araba e tocca in parte l’Emirato di Abu Dhabi. Come data si pensa metà novembre, non appena le temperature diventano più accessibili, almeno per questa prima prova. A luglio si era fatto un allenamento da 40km con temperature fino a 52 gradi, ma 100km sono diversi, sono tanti. È tutta un’altra storia.

Poi una serie di incontri e di combinazioni, fa in modo che un’idea si formi pian piano, arrivando a concretizzarsi in un progetto: Correre i 100 Km in occasione del 44° National Day degli Emirati Arabi. Il 2 Dicembre segna la celebrazione dell’unificazione federale dei sette emirati avvenuta nel 1971. Questa data viene celebrata ogni anno e permette agli Emirati Arabi Uniti di riflettere sul passato, presente e futuro dello stato delle cose. Questo è un giorno speciale per tutti i residenti degli Emirati Arabi Uniti. A supportare Nico nella sua impresa ci pensa anche il gruppo Meydan Hotel, che offre supporto logistico alla partenza e all’arrivo.

Partenza il 1 Dicembre a mezzogiorno dal Meydan Hotel & Racecourse, prestigiosa location, sede tra l’altro della Dubai World Cup (la più ricca competizione ippica al mondo). L’arrivo è previsto il giorno dopo, 2 Dicembre – National Day, presso il Bab Al Shams, fantastico resort nel deserto; tempo stimato tra le 20 e le 24h. L’idea di questo percorso piace; si parte da un presente fatto di ricchezza e sviluppo (hotel, facilities, città) alle grandi origini (il deserto), per celebrare da dove tutto è partito.

Il giorno speciale arriva. Qualche foto di rito, poi si parte: sono le 12 in punto. Ipotizzando il tempo previsto tra le 20 / 24 h, si sceglie di partire nelle ore più calde, così da affrontare la parte difficile quando ancora ci sono tante energie. Ed effettivamente la parte del percorso iniziale è la più ostica: uscire dalla città significa dover attraversare strade e autostrade, un panorama non bellissimo. Ma piano piano la strada diventa sempre più contornata dalla sabbia: più faticoso per certi versi, meglio per le articolazioni, soprattutto sulle lunghe distanze. Le prime ore sono anche le più calde, quindi fondamentale la gestione delle energie e del caldo per evitare disidratazione e stanchezza precoce. Passano i km, lenti. Sempre più sabbia, sempre meno asfalto. Dopo circa 8 h si è a metà percorso; quasi in scioltezza. 2 bottiglie d’acqua, qualche dattero, e 2 rifornimenti lungo il percorso. Anche meglio del previsto.

I 50 Km di metà percorso sono in corrispondenza dell’Inflight Dubai, dove è prevista una sosta di ristoro. Un po’ di cibo, tanta acqua, occasione per riposare muscoli, articolazioni e soprattutto mente.  Tempo di sosta 45/60 minuti circa; da ora in poi abbigliamento notturno (più caldo e ad alta visibilità), si riparte.

Il break fa bene, Nico divora altri 10 km previsti prima del successivo check point (da questo momento, auto di supporto e check point ogni ora / 10 km): in meno di 55 minuti. Ormai non c’è più strada, si è dentro la zona di Al Lisali. Brevissima sosta, poi si riparte. Altri 10 Km in breve tempo. Si è a 70 Km. La stanchezza (mentale soprattutto) inizia a farsi sentire. È buio, e non si vede nulla, se non gli sporadici fari di qualche auto che si ferma per vedere se può essere utile. Il buio si fa sempre più buio. Inizia la vera fatica. Il ritmo diminuisce. Si alterna corsa e camminata veloce.

Sono passate 17 h 40′ quando si è soli a 10 Km dall’arrivo. Tempo ottimo. Ma gli ultimi 10 Km sembrano non passare più per Nico. A volte si ferma, si appoggia ad una palma, anche per pochi minuti.  La mente ormai si rifiuta, non ha riferimenti su quanto manca. Intanto il tempo passa. Sono già quasi 20h. Ormai Nico è tentato da prendere un passaggio quando un’auto (guidata da Willem Duplooy, sport & recreation manager del resort) si fa intravedere. Willem inizia a suonare il clacson, si affianca e grida

Ce l’hai quasi fatta, non mollare

A quel punto la mente ha uno scossone e Nico incredibilmente riprende a correre per gli ultimi 2/3 km. Ultima strada finale è tutta in salita ma finalmente ci sono le indicazioni per la reception, mancano pochi metri. Ecco Nico è arrivato. 100 Km. 20h 10′. Non riesce a trattenere le lacrime.

Distrutto dalla fatica ma galvanizzato dall’impresa. Le ore successive passano tra colazione, spa, riposo, pranzo. Poi nel pomeriggio, il resort Bab Al Sham ha organizzato una piccola celebrazione. Nico si rimette abbigliamento e scarpe da corsa e ripercorre l’ultimo km per il taglio ufficiale del nastro. A meno di cento metri dall’arrivo si sente il microfono che annuncia il suo arrivo, gli applausi delle persone, Nico è felice. Poi altro momento emozionante, la foto con la bandiera degli Emirati. Nico non è un’atleta professionista ma oggi ha dato dimostrazione di esserlo e che non è importante chi sei tu e cosa fai, l’importante è correre e crederci sempre.

Grazie Nico. Thank you Nico. Alla prossima sfida!!! 

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