Omicidio Al Reem Island: Atto terroristico personale

Omicidio-reem-island-atto-terroristico-personaleUna fonte della sicurezza ha comunicato che l’omicidio di Al Reem Island, rispetto alle testimonianze in corso e alle prove materiali raccolte dalle autorità di sicurezza, è stato un atto terroristico personale. Nulla finora suggerisce che l’imputato abbia legami con organizzazioni terroristiche o partiti politici che potrebbero essere accusati di averlo incitato a commettere questo crimine. “Le indagini dimostrano che l’imputato ha recentemente effettuato l’accesso ad alcuni siti terroristici attraverso il quale ha acquisito l’ideologia e ha imparato da solo a fabbricare esplosivi. Dopo un esame, i materiali sequestrati impiegati nella fabbricazione dell’ordigno, hanno dimostrato che era costruito in maniera artigianale”, ha detto la fonte. Inoltre le indagini sembrano di aver dimostrato che il killer non avesse intenzione di uccidere un americano o una qualsiasi altra nazionalità, ma cercava semplicemente chi fosse straniero per lingua e aspetto,”Ha scelto le sue vittime a caso”, ha concluso la fonte. Intanto il Tenente Generale Sheikh Saif bin Zayed Al Nahyan, Vice Primo Ministro e Ministro degli Interni, ha affermato che la polizia aveva identificato il sospetto in meno di 24 ore e il suo arresto é stato fatto in meno di 48 ore. Ha spiegato anche che dopo aver commesso il suo primo delitto, il sospetto é andato in un altro edificio situato a Abu Dhabi dove ha piazzato una bomba artigianale sulla soglia di casa di un medico egiziano-americano. Le forze di polizia sono stati in grado di smantellarla nel momento giusto, prima che fosse fatta esplodere. Nella conferenza stampa tenutasi presso il Comando Generale della Polizia Dhabi Abu, Sheikh Saif ha espresso il suo profondo dolore per un tale crimine in un paese che si caratterizza per la sicurezza. Ha  anche affermato l’attenzione  e l’organizzazione tempestiva che le istituzioni locali sono riuscite a metter in moto e che ha portato all’arresto immediato dell’omicida.

Attenzione e organizzazione perfetta anche dichiarata da Paul Ryan, l’ex marito di Ibolya Ryan, la maestra di scuola americana che è stata accoltellata a morte nel bagno del centro commerciale, Paul ha espresso tutto il suo ringraziamento e l’alto apprezzamento per gli sforzi delle istituzioni locali anche per aver dato piena attenzione a lui e ai suoi figli gemelli di 11 anni che vivevano con la madre ad Abu Dhabi. In una dichiarazione esclusiva, Paul Ryan, che vive a Vienna, con un’altra figlia di 13 anni, ha detto che l’interesse di Sheikh Saif e del governo per il reato e la cattura del sospetto hanno “fortemente attenuato il nostro dolore per la perdita di Ibolya “. “La mia famiglia e io siamo stati molto sollevati per il modo in cui le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno affrontato questo caso, con un’alta professionalità, un sostegno incredibile, e un’assistenza giornaliera per me e i miei figli a cui hanno dato una residenza meravigliosa. Inoltre quando sono arrivato qui, avevo alcuni preconcetti su come la vicenda sarebbe stata seguita, ma ora tutti i miei dubbi sono stati fugati e sono grato per il modo in cui si é gestita questa situazione”.

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