Papa Francesco ad Abu Dhabi, primo Papa negli Emirati Arabi

Prima volta negli Emirati, per un Papa. 

Papa Francesco, ha accettato l’invito del principe ereditario. Il Pontefice ha tenuto il suo discorso nell’Incontro interreligioso sulla “Fratellanza umana”. “Sono qui come credente assetato di pace”, ha detto, auspicando che le fedi si uniscano per la fratellanza. Poi l’appello allo stop ad armi e guerre.

Papa Francesco ha tenuto il suo atteso discorso nell’Incontro interreligioso sulla “Fratellanza umana” ad Abu Dhabi. Al Founder’s Memorial, monumento nazionale che commemora il defunto HH Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, si è svolto l’incontro promosso dal Consiglio Musulmano degli Anziani, con circa 700 leader di varie fedi.

Sono qui come credente assetato di pace

Il Pontefice ha aperto il dibattito dicendo che ha accolto l’opportunità di venire qui come credente assetato di pace, come fratello che cerca la pace con i fratelli. Volere la pace, promuovere la pace, essere strumenti di pace.

Il Papa ha continuato dicendo che è necessario costruire insieme l’avvenire o non ci sarà futuro. Le religioni, in particolare, non possono rinunciare al compito urgente di costruire ponti fra i popoli e le culture. È giunto il tempo in cui le religioni si spendano più attivamente, con coraggio e audacia,

Infine il Papa ha espresso apprezzamento per l’impegno degli Emirati Arabi Uniti nel tollerare e garantire la libertà di culto, fronteggiando l’estremismo e l’odio. Al termine del discorso al forum interreligioso, Papa Francesco ha firmato insieme al grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, il documento congiunto sulla “Fratellanza umana”.

Francesco è il primo Papa a mettere piede negli Emirati Arabi, la culla dell’Islam.

È un momento molto importante nella strategia del dialogo impostata da Bergoglio fin dall’inizio del pontificato. Il logo della visita è una colomba bianca con un ramoscello d’ulivo e i colori del Vaticano e degli Emirati. Papa Francesco fin dall’inizio del suo mandato, è sempre stato molto pragmatico e diretto nell’affrontare le situazioni. Inoltre ha cercato in questi anni un interlocutore per dialogare con l’islam e con cui costruire una narrativa diversa da quella degli estremisti. E Francesco lo ha trovato nel grande imam di Al Azhar, l’egiziano Ahmed al Tayyeb, con cui si è incontrato ad Abu Dhabi per la quinta volta. I due uomini hanno molto in comune, e dal loro incontro al Cairo, nel 2017, si chiamano reciprocamente fratelli: sono due religiosi mistici (Al Tayyeb viene da una famiglia sufi), di indole riflessiva (per il papa è il gesuitico discernimento), hanno un temperamento incline alla sobrietà e un condiviso senso di responsabilità verso il futuro del pianeta e del genere umano.

Papa Francesco ha concluso la storica visita di tre giorni negli Emirati Arabi Uniti, con un vero bagno di folla tra la multiforme comunità cattolica locale. Sono stati circa 180 mila i fedeli che lo hanno accolto nella Zayed Sports City, nel più grande stadio di Abu Dhabi: 45 mila più altri nelle aree adiacenti, tra cui un palasport, sempre all’interno della città sportivo intitolato allo sceicco padre fondatore dello Stato.

Francesco ha salutato dalla ‘papamobile’ i pellegrini festanti arrivati sia dagli Emirati che dai Paesi limitrofi: per lo più lavoratori immigrati dall’Asia, da Paesi come l’India e le Filippine, e che con la sua visita vedono un impulso al maggior riconoscimento del loro status e della loro libertà di fede.

Una minoranza non proprio piccola nello Stato musulmano, essendo i cattolici circa 900 mila, il 10 per cento della popolazione. papa francesco negli emirati

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