Storia di una maratona nel deserto

Nella mente di uno corridore, di uno sportivo c’è sempre l’obiettivo di migliorare, di superarsi, di arrivare al traguardo con la consapevolezza che già il giorno dopo si può realizzare qualcosa di più grande. Nico de Corato, Ceo di DubaiBlog, aveva un obiettivo. I suoi primi 42km nel deserto. Sembra un traguardo alla portata per chi come Nico ha corso maratone, ma non è cosí: correre gli stessi 42k ma in un ambiente estremo, con condizioni ambientali proibitive non sono certamente la stessa cosa. Ma Nico é riuscito nell’impresa, ha realizzato un sogno grazie a Max Calderan, atleta specializzato nelle maratone in solitaria nel deserto, capace di fare centinaia di km ad oltre 50 gradi solo come allenamento. I due si incontrarono in maniera del tutto casuale in occasione della Spartan Race e poi organizzarono un altro incontro per studiare possibili sinergie in comune visto che Nico era affascinato dalle sue strepitose avventure. E lí che avvenne l’inattesa proposta di Max: “Preparati e nelle prossime settimane vieni a farti un allenamento con me in sicurezza, sono sicuro che già cosí sei in grado di completare questa impresa. Ma devi lasciarti dietro: pettorali, premiazioni, iscrizioni e tutto quello che può condizionare la tua mente. Devi vivere il deserto, essere solo, vivere l’esperienza, cammina se non ti senti di correre, fermati a riposare se le tue gambe sono stanche, riprendi a correre se hai recuperato energie. Ma da solo”.  E forse il merito di Nico sta nel non essersi scomposto, e aver accettato questa sfida soprattutto con se stesso, senza alcuna indicazione o quasi. Un bel respiro, ricerca di una minima attrezzatura e via. Correre sull’asfalto o in un ambiente urbano presuppone un abbigliamento differente rispetto a questo tipo di corsa. In ogni caso buone scarpe, tessuto elasticizzato tecnico, gel, crema solare, occhiali e scorta d’acqua sono alcuni degli elementi fondamentali per affrontare in solitario il deserto.

Si arriva; deserto di Liwa, Abu dhabi, confine con Arabia saudita, la temperatura esterna è di 46 gradi centigradi, sono le 16 circa. Max che seguirà Nico anticipando tappe con l’auto, da poche indicazioni sul percorso da seguire, c’è una pipeline come riferimento per i primi 10 km, ma tutto il percorso ha tanti riferimenti per cui impossibile perdersi. La sicurezza in primis. Adrenalina a mille. L’avventura inizia. Sono le 16,15. Inizio duro perchè l’abbigliamento era un poco inadeguato. Durante l’impresa Nico non è a conoscenza di quanti km passano nè di quale è l’obiettivo finale. Dopo alcuni km, primo check point, Max da alcune dritte, la prima che si deve lavorare sulla scelta dell’abbigliamento. Andare anche più piano: non ci sono altri concorrenti. Altri km di sali e scendi, altro check point. Max spiega alcuni errori nella postura della camminata. Suggerisce di utilizzare l’aria condizionata dell’auto per alcuni minuti per abbassare la temperatura. L’acqua è poca. Inizia fase del risparmio. Al terzo check point, il sole è meno forte. Va meglio. Dopo alcune centinaia di metri, si lascia la pipeline: Altri km e ormai è buio, l’acqua è quasi finita, Max mette a disposizione per Nico altri 1,5 litri aggiuntivi, ma sempre da gestire. E qui si apprezza forse il valore dell’acqua. Ma oramai è notte e le energie sembrano aumentare. Arrivati ad altro check, ci si libera di alcune cose tra cui l’acqua che resterà a disposizione solo nei ultimi check point. Oramai il caldo non è un problema. Le gambe cominciano a fare male ma si gestisce. Si cerca di liberare la mente. Altro check point e ormai mancano solo 10 km. Aumenta il buio. Acqua rimane un problema ed al centro dei pensieri di Nico.

Arrampicata-su-una-duna-di-80-metri

Gli ultimi check point sembrano non arrivare più. Nico ha bisogno di riposare. Si stende sulla sabbia. Una stella cadente appena alza gli occhi. Si riparte. Altro check point e finalmente si sentono le parole magiche. ULTIMO KILOMETRO. Ora le forze tornano. Si arriva alla torre, Max dice: è finita. Completati i 42 km. Stanchezza estrema. Sono passate 8 hr dall’inizio. Ci si accampa per la notte. Si dormirà nel deserto per completare appieno questa esperienza. Ci si sveglia alle prime luci dell’alba. Tutti pronti per la colazione ma Max risponde con una sorpresa, un ultimo challenge: scalare la duna di 80 metri e vedere l’alba da lí. Ok, nessun problema le gambe reggono. Dopo pochi metri si capisce che non è cosi facile. Si affonda, si scivola indietro, si prova a gattoni, ma cambia poco.  Nico dopo neanche 20 metri inizia a stare male. Vomito (solo succhi gastrici, non avendo ingerito praticamente nulla). Si ferma. Riflette. La cima è davvero lontana. Max lo aspetta non dicendo nulla. Arrivano i giramenti di testa. Ma Nico non molla. 10 passi a gattoni, poi si ferma. Riposa un po’. Trova il suo ritmo: 20 passi (in circa 15 secondi), e 2 minuti e 45 di riposo. E cosí via fino alla cima. E anche questa ultima impresa é fatta. Alba, colazione e rientro a Dubai.

La sera, un messaggio da parte di Max Calderan: “Ciao Nico. Just to say… Proud of you. Bravo. Non hai mollato. Potervi farlo ma non lo hai fatto. Max”. “Grazie a te, Max. Ti devo tanto”. La risposta di Nico. Ora tutti pronti per la prossima sfida, la prossima meta da raggiungere. Ad Maiora Nico

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