Tecnologia UAE: il futuro é il drone

tecnologia UAE drone prossima sfidaHanno una forma strana, sembrano uccelli o piccoli elicotteri, sono i droni che rivoluzioneranno il nostro modo di vivere e che giá vengono utilizzati in molte applicazioni. Hanno un potenziale enorme e ci sono molti progetti negli Emirati Arabi Uniti che sfruttano questo particolare oggetto tecnologico. Un team di docenti e studenti provenienti dalla Khalifa University hanno sviluppato un drone per dissipare la nebbia da una pista di aeroporto o una strada trafficata in pochi minuti. Questo tipo di servizio potrebbe essere vitale per un paese come gli Emirati Arabi Uniti che soffre sempre condizioni di nebbia pesanti e dirompenti in inverno che causano sempre problemi su strade e aeroporti. ”Abbiamo testato in una serra chiusa, generando le condizioni di nebbia, e siamo stati in grado di dissipare la nebbia in 11 secondi”, ha detto Dr Reyad El Khazali, leader del team, spiegando che l’uso di una soluzione di sale ha creato un punto di squilibrio tra la temperatura e la rugiada “Le particelle di sale assorbono le particelle di nebbia, che crea lo squilibrio, che ci permette di dissipare la nebbia. Questo tipo di drone supporta fino a 15-20 kg di capacità di soluzione salina, ma in futuro si potrá creare un drone più forte che potrá trasportare  anche 40-50kg di soluzione”, ha aggiunto. La soluzione eco compatibile comprende sei per cento di sale mescolato con acqua per produrre uno spray in grado di schiarire la nebbia. Questo mese, la Etihad Airways ha dovuto prenotare a migliaia di passeggeri camere d’albergo ad Abu Dhabi a causa della nebbia pesante che ha portato alla cancellazione di 20 voli. La nebbia ha anche causato interruzioni all’aeroporto di Dubai. Inoltre la nebbia fitta provoca anche numerosi incidenti stradali.

L’idea nasce dal concetto che viene utilizzato per creare artificiosamente la pioggia. I droni sono progettati per convertire la nebbia in goccioline di umidità. Un drone potrebbe costare fino a Dh100,000, un prezzo interessante considerando la quantità di mancati introiti per gli aeroporti e le compagnie aeree per ritardi nebbia e cancellazione dei voli. Questo progetto sta partecipando ad un concorso per vincere 1 milione di dollari (Dh3.67m). Il team vincitore del concorso sarà annunciato il 7 febbraio. Il team Khalifa University, l’unico team UAE nella fase finale del concorso, dovrà affrontare team provenienti da università statunitensi famose come il MIT e Stanford. Ma non é il solo progetto UAE che riguarda i droni: basta chiedere a Talib Alhinai, uno studente di dottorato presso l’Imperial College di Londra, la cui missione è quella di contribuire allo sviluppo di robot volanti che migliorano la vita delle persone. Talib guida un team di studenti che cerca di inventare usi a volte stravaganti innovativi per droni, tra cui uno che usa la tecnologia di stampa 3D mentre si libera a mezz’aria. Questo team ha modificato una serie di droni per usi come stampa 3D, o anche per utilizzo sott’acqua. “La parola ‘drone’ ha di per sé,una connotazione negativa ma è importante capire che forse non tutti i droni sono per usi militari o cattive intenzioni. Il prototipo del drone con stampa 3D si chiama Printing Micro Aerial Vehicle, ha quattro eliche che mescolano due sostanze chimiche per creare una schiuma.

Ecco come funziona: il drone è dotato con un dispositivo che contiene due sostanze chimiche separate. Queste, una volta espulse, entrano in contatto e solidificano creando una sorta di schiuma. In altre parole, il drone può essere utilizzato per creare vere e proprie strutture in tre dimensioni, ovviamente laddove non è richiesta un’elevata precisione. La sostanza creata ha tra le sue proprietà quella di essere altamente adesiva, aderendo a tutto ciò con cui entra in contatto. Spargendola su una superficie con un primo drone, in un secondo momento ne può entrare in azione un altro, che semplicemente appoggiandosi per qualche secondo sulla schiuma appena creata è in grado di diventare un tutt’uno con l’oggetto in questione e trasportarlo. Si pensi ad esempio nelle situazioni di emergenza in cui è necessario muovere in tempi rapidi materiale potenzialmente pericoloso: una tecnologia di questo tipo consentirebbe di farlo senza mettere a repentaglio vite umane. Naturalmente la tecnologia ha una gamma di possibili utilizzi, fissare tetti per riparare gasdotti con estrema precisione e svolgere i compiti in aree che sono ostili agli esseri umani. Sciami di droni potrebbero essere utilizzati per costruire strutture dopo un disastro naturale, o per rimuovere i rifiuti nucleari o altri oggetti pericolosi. E in fondo se esplode qualcosa, elimina un drone non un essere umano. Questi studi sono sponsorizzati dal governo di Abu Dhabi, Talib spera di tornare negli Emirati Arabi Uniti, dopo che termina il suo dottorato di ricerca nel 2016, per continuare il suo lavoro di sviluppo dei droni.

Ci sono anche piani del governo degli Emirati Arabi Uniti per usare droni per consegnare documenti e pacchetti ufficiali per i cittadini. Ma ci sono stati dubbi sollevati circa l’uso dei veicoli senza pilota negli Emirati Arabi Uniti. All’inizio di questo mese, il traffico aereo su Dubai è stato sospeso per 55 minuti a causa di droni ricreativi che erano portati nelle traiettorie di volo. Di conseguenza, forse l’autorità di aviazione locale prevederá di emanare nuove regole da rispettare. In ogni caso l’uso dei droni per scopi umanitari e civili aumenteranno sempre di piú e rivoluzioneranno le nostre abitudini di vita, in futuro forse anche la nostra spesa potrebbe essere consegnata da un drone.

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